Furto dalla Poste Pay? Come ottenere il rimborso.

postato in: Senza categoria | 0

PostePay_RisarcimentoNel maggio 2013 un titolare di carta prepagata Poste Pay di Poste italiane S.p.a. si avvedeva che pochi giorni prima erano state effettuate, con la propria carta, una serie di operazioni (pagamenti, prelievi) a favore di un sito internet (di scommesse on line), dallo stesso mai eseguite né autorizzate, con conseguente sottrazione, o furto che dir si voglia, dell’intero credito caricato nella prepagata. Quindi, sporta regolare denuncia querela presso il Comando dei Carabinieri di Macerata contro ignoti per il reato di truffa, il Cliente di Poste Italiane si recava allo sportello dell’Ufficio Postale di Macerata dove sporgeva reclamo scritto nei confronti di Poste italiane S.p.a. con il quale disconosceva formalmente gli addebiti relativi alle operazioni non eseguite né autorizzate, formulava espressa richiesta di rimborso delle somme sottratte indebitamente, allegando tutti i documenti come richiesti dalle Poste Italiane S.p.a. a tale fine (copia denuncia querela ricevuta dalla Polizia Postale o dai Carabinieri, copia lista movimenti con evidenziati i movimenti disconosciuti, copia documento di blocco poste pay con codice di blocco, lettera in fronte che spiega la situazione e la richiesta di rimborso e che elenca i documenti allegati).

Tale richiesta rimaneva per mesi del tutto inevasa da parte di Poste Italiane S.p.a., la quale, invece, in base alla condizioni generali di contratto “Carta PostePay prepagata”, in caso di qualsiasi reclamo relativo alla non corretta esecuzione delle obbligazioni contrattuali, “deve rispondere  entro 30 giorni”.

A quel punto, il richiedente si rivolgeva all’avv. Samuela Romoli del Foro di Macerata, la quale con lettera di diffida provvedeva a mettere in mora le Poste Italiane S.p.a. rispetto alla richiesta di rimborso delle somme relative alle operazioni disconosciute.

Poste Italiane S.p.a. riscontrava con missiva con la quale, pur riconoscendo espressamente il diritto dell’interessato ad ottenere rimborso dalla Società, aggiungeva che il titolo di pagamento in favore del Cliente sarebbe stato emesso solo al termine del processo di liquidazione, secondo i  tempi necessari, ovvero senza dare all’interessato alcuna indicazione temporale precisa ma neppure generica circa la data in cui sarebbe avvenuto il rimborso, riservandosi ogni più ampia discrezionalità.

A tale missiva – contenente peraltro un espresso riconoscimento di credito da parte di Poste Italiane S.p.a. che non contestava né l’an né il quantum della richiesta di rimborso avanzata dal Cliente dell’Avv. Romoli Samuela – non seguivano riscontri per diversi mesi ancora ed il Cliente, dopo circa mesi otto dalla sottrazione, non si vedeva ancora rimborsati i propri soldi!

L’avv. Samuel Romoli, pertanto, in ragione delle prove documentali disponibili nel caso di specie, agiva in giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Macerata, nell’interesse e per conto del proprio Cliente, attraverso la proposizione di un ricorso per decreto ingiuntivo nei confronti delle Poste Italiane S,p.a., sussistendone tutti i presupposti di legge: prova scritta del credito vantato, certezza, esigibilità e liquidità della somma di denaro, atto scritto proveniente dal debitore contenente riconoscimento del credito. Il Giudice di Pace di Macerata, concedendo detto provvedimento, ingiungeva alle Poste Italiane S.p.a. di pagare entro giorni 40 dalla notifica dello stesso, la somma in oggetto, oltre spese e competenze legali.

Le Poste Italiane S.p.a., in esecuzione del provvedimento giudiziario, provvedevano al pagamento dell’intero importo in favore del soggetto danneggiato, che otteneva finalmente, dopo quasi un anno e solo attraverso un’azione legale, il dovuto rimborso.

Lascia un commento